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Anche Gara 2 va a Torino che si salva


 

A2 Femminile - PlayOut, tabellone 2, Secondo turno, Gara 2 - Basket Roma 60 - Torino Teen Basket 80


Parziali: 21-28, 13-17, 15-17, 11-18


Torino Teen Basket: Azzi 8, Gregori, Marianini, Delboni 10, Colli 12, Giangrasso 28, Baima 5, Tortora 6, Isoardi 3, Carfora, Jankovic 2, Cristelo Alves 6. All. Corrado


Basket Roma: Leghissa 4, Di Stefano 2, Perone, Lucantoni 8, Cedolini, Fantini 15, Belluzzo 2, Benini, Preziosi 7, Aghilarre 14, Cenci 3, Manocchio 5. All. Bongiorno, ass. Canini, Curiale, prep. fisica Tonni, dir. Curiale


Arbitri: Denny Lillo, Angelo Iaia


Stesso luogo, stesso avversario, finale differente: il Basket Roma perde al PalaRinaldi gara 2 degli spareggi playout contro Torino Teen Basket, la squadra contro cui aveva esordito con una bella vittoria il 7 ottobre dell’anno scorso, alla prima di campionato: un secolo fa. Dopo la beffa di gara 1 le ragazze di coach Bongiorno iniziano la gara di buona leva, firmando il vantaggio alla prima azione della gara, ma Torino fa subito vedere di essere una squadra ben diversa di quella vista nei primi 35 minuti di gara 1, mettendo in mostra una grande precisione al tiro dall’arco che sarà la chiave di volta della vittoria finale. Roma lavora bene in attacco, con Aghilarre particolarmente attiva ma non solo: le padrone di casa colpiscono dall’arco con Cenci e da sotto con Leghissa e Di Stefano, trovano punti da Lucantoni e Preziosi, segnano 21 punti nei primi dieci minuti. Alla fine del primo quarto però Roma è già ad inseguire con un ritardo di tre possessi, visto che dall’altra parte Torino risponde con un eccezionale 6/6 dall’arco, con Giangrasso calda come una stufa, ben coadiuvata da Cristelo Alves, Isoardi e Tortora. La precisione balistica delle piemontesi non deprime il Basket Roma che continua a combattere: nel secondo quarto entra in gara anche Fantini con due canestri e tre falli subiti, causando non pochi grattacapi a coach Corrado che si ritrova con entrambe le lunghe, Jankovic e Cristelo Alves, gravate di tre falli. Roma però, pur giocando in maniera ordinata, non riesce a ridurre lo scarto più di tanto, e anzi negli ultimi minuti del quarto Torino allunga sino al +11 dell’intervallo lungo con la tripla di Colli e tre giochi da tre punti, due di Azzi e uno di Delboni. Con la stagione in bilico, il Basket Roma torna in campo nel terzo quarto col cuore in mano, e confeziona un parziale di 6-0 (Aghilarre, Belluzzo, Fantini) che riduce il divario a soli cinque punti. Ma Torino risponde da squadra esperta, cavalcando la giornata di grazia di Giangrasso che mette a segno altre tre triple che riportano Torino ben oltre la doppia cifra di vantaggio. Il Basket Roma ci prova sino alla fine, e nell’ultimo quarto trova buoni canestri da Manocchio, Fantini e Lucantoni, ma Torino ormai ha la partita in mano, e la chiude con le bombe della staffa di Giangrasso, che nella gara più importante dell’anno firma il suo massimo stagionale, 28 punti con 8/11 dall’arco. Torino vince con pieno merito, per il Basket Roma è il tempo dei rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato, ma anche il momento dei bilanci per una società e un gruppo di ragazze che hanno deciso di battere una strada diversa da quella che percorrono gran parte delle società, avventurandosi nel mare aperto di un campionato nazionale con un gruppo composto interamente da giocatrici under, nella convinzione che se si vogliono far crescere le ragazze delle giovanili e farle diventare giocatrici a tutto tondo non bastano uno-due allenamenti a settimana con le senior, né metterle in lista soltanto per fare numero e lasciarle poi sedute in panchina a sventolare gli asciugamani. No, occorre mandarle in campo anche in un campionato impegnativo come la A2, far giocare loro minuti importanti, e accettarne gli errori di inesperienza e gli inevitabili alti e bassi di rendimento. Certo non è facile, ci vuole tanto lavoro e sacrificio da parte sia delle atlete che degli istruttori, bisogna mettere in conto momenti difficili e delusioni cocenti come quella di oggi, ma anche soddisfazioni e gioie impagabili come quelle che questo gruppo ha saputo regalare alla società ed ai suoi sostenitori in questi bellissimi anni. È andata come è andata, ma ne è valsa veramente la pena.



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